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wonderland planet. IL LATO OSCURO DELLA LUNA

di Massimo Scalas
«In borsa vale un vecchio adagio: compra sui minimi e vendi sui massimi. Wall Street si trova ora ai massimi storici»
Occhio ai cigni neri...

Occhio ai cigni neri

OGNI TANTO accadono cose così impreviste nella nostra vita, tali da creare degli sconvolgimenti profondi: dopo niente è più come prima.

Si tratta di fasi di passaggio, a volte felici a volte drammatiche. Accade anche in economia e, quando sono drammatiche, si parla del passaggio di un “cigno nero”.

IL LATO OSCURO DELLA LUNA

Di cigni neri, nella storia recente, ne abbiamo avuti un paio, quello più importante è stato il fallimento della Lehman Brothers, la banca d’affari americana, la quarta per dimensioni, che andò a gambe all’aria il 15 settembre 2008, che diede il via alla crisi, che poi investì il resto del pianeta (ora capite perché Mps non può essere lasciata fallire).

Qui ne avete un buon sunto.

Oppure, e io lo ricordo come fosse ora perché ero davanti al pc, era il 15 gennaio 2015 e la Banca Centrale Svizzera con questo comunicato improvviso comunicava l’abbandono della difesa della “trincea” del cambio euro/franco posta a 1,2 franchi per euro.

Tale livello veniva difeso coi denti dagli svizzeri per evitare un franco troppo forte rispetto all’euro. Ma di lì a poco Draghi avrebbe annunciato l’avvio del Qe e quindi gli svizzeri ritennero inutile continuare la difesa, che stava dissanguando le riserve valutarie svizzere.

Il cigno nero svizzero, 15 gennaio 2015

Il cigno nero svizzero, 15 gennaio 2015

I simpatici montanari però lo fecero di colpo. Furono ore di panico, durante le quali il terzo broker mondiale sul forex (il mercato valutario), Alpari, fallì nel giro di 30 secondi; il secondo più grande, l’americano Fxcm, si salvò per il rotto della cuffia grazie all’ingresso nella società di un nuovo azionista con denaro fresco.

Per rendervi l’idea ancora meglio, basti sapere che il cambio euro/franco collassò in un minuto da 1,2 a 0,85 con una svalutazione dell’euro rispetto al franco di quasi un terzo (se pensiamo che i movimenti giornalieri di solito non arrivano all’1%…).

Dunque gli scenari sino ad ora descritti per il 2017 sono pur sempre suscettibili di improvvisi colpi avversi. Vediamo cosa potrebbe accadere in questo caso e perché.

SE LE TRANSIZIONI NON TRANSITANO A MODO

Usa-Cina: una pericolosa partita a scacchi

Usa-Cina: una pericolosa partita a scacchi

Potrebbe accadere per esempio che i governi europei si rivelino ancora una volta incapaci di prendere l’iniziativa sul fronte fiscale e che la Bce vada dunque a trovarsi in gravi difficoltà, con gli effetti del Qe che si vanno ad esaurire, senza che vi siano più munizioni da sparare: questo porterebbe sicuramente a un ulteriore crescita dei movimenti populisti, con il rischio concreto di vedere Marine Le Pen alla presidenza francese. Le tensioni tra Cina e Usa potrebbero aggravarsi con la Cina che lascia svalutare lo yuan del 15% e oltre.

In tale scenario è chiaro che la ripresa degli emergenti sarebbe a rischio, con Russia e Brasile bloccati nella recessione e la Cina che frena bruscamente.

Probabilmente le valute di questi Paesi subirebbero un nuovo crollo e i prezzi del petrolio tornerebbero a scendere bruscamente.

Europa e scenario possibile

Non c’è trippa per gatti: Europa e scenario possibile

I COMMERCI E L’OCCIDENTE

A questo punto possiamo ipotizzare un inasprimento delle condizioni finanziarie e una chiusura dei commerci.

Le conseguenze, su Paesi “aperti”, come Giappone e Regno Unito, sarebbe una caduta in lieve recessione, mentre Ue e Usa andrebbero verso una stagnazione economica con crescita zero.

LE BANCHE CENTRALI

A questo punto la Fed sarebbe costretta a interrompere il percorso di normalizzazione dei tassi per evitare che il dollaro diventi troppo forte, la Boj giapponese spigerebbe ulteriormente in basso i tassi a breve mentre la Bce sarebbe costretta a prorogare il Qe cercando in qualche modo di potenziarlo.

In quattro decidono le sorti del mondo: una gran bella democrazia!

In quattro decidono le sorti del mondo: una gran bella democrazia!

Le banche centrali di Brasile e Russia si troverebbero in gravi difficoltà e avrebbero molto meno spazio per tagliare i tassi di riferimento. Insomma uno scenario piuttosto funesto.

CONCLUSIONE

Come vedete, nulla è scontato e del resto non lo è mai stato.

Vedremo quanto la borsa americana potrà sostenere i livelli record raggiunti a dispetto di tutto e di tutti.

Altro dirti non vo’... (citazione leopardiana)

Altro dirti non vo’… (citazione leopardiana)

Quello che mi sento di consigliare è di non fare in questo momento investimenti di lungo periodo, men che meno nei cosidetti fondi bilanciati in cui le azioni siano una parte importante del fondo stesso.

Ricordatevi che in borsa vale un vecchio adagio: compra sui minimi e vendi sui massimi. Wall Street si trova ora ai massimi storici.

[Massimo Scalas – Fine]

[Fonti: Pimco Investiments, Forexlive.com, Nyse New York Stock Exchange]

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