23012017in evidenza:

wonderland planet. 2017? NEBBIE E FOSCHIE, NAVIGAZIONE “A VISTA”

di massimo scalas
«Una guerra commerciale tra Cina e Usa in piena regola deve assolutamente essere evitata, perché non conviene a nessuno. Se questo sarà, allora lo yuan cinese si deprezza solo gradualmente di circa il 7-10% nel corso dei prossimi 12 mesi»
Il futuro ci aspetta

Il futuro ci aspetta

FINO AD ORA abbiamo parlato, delle sorprese che hanno chiuso il 2016:

  • i referendum inglese e italiano
  • l’elezione di Trump
  • la reazione a sorpresa dei mercati che hanno chiuso l’anno ai massimi storici.

Poi abbiamo passato in rapido esame le variabili che possono determinare il 2017 da un punto di vista economico:

  • cosa farà Trump
  • la lenta uscita dal Qe delle banche centrali
  • l’ascesa dei partiti populisti

A queste si aggiungono, in prospettiva, alcune incognite capaci di sparigliare le carte, legate essenzialmente all’incertezza politica che potrebbe determinare l’esito delle tre transizioni attualmente in corso, ovvero:

  • il passaggio dalle politiche monetarie delle banche centrali, che vanno esaurendo i loro effetti, a quelle fiscali delle nazioni
  • la deglobalizzazione strisciante che si è già manifestata con il calo dei commerci internazionali e con le tentazioni protezioniste dei politici
  • il ruolo della Cina, che molto dipenderà da come Trump vorrà impostare i rapporti con il gigante asiatico

Ma tutto questo, va inserito in un contesto molto più ampio: quello dei cicli economici.

I CICLI ECONOMICI

Rappresentazione grafica di due cicli economici

Rappresentazione grafica di due cicli economici

Perché l’economia su scala mondiale si muove secondo cicli, scientificamente studiati dagli economisti.

Cos’è un ciclo in parole poverissime? Immaginatevi di essere seduti in riva al mare e di osservare le onde.

Vedrete che queste nascono, si ingrossano, raggiungono un culmine e poi si abbattono sulla battigia, andando poi a ritirarsi nella risacca.

Poi tutto ricomincia e nuove onde sostituiscono quelle vecchie.

Questo avviene anche in economia e se ci pensate anche nella nostra vita.

Nasciamo, cresciamo, raggiungiamo un culmine, poi, se tutto va bene, ci ritiramo lentamente per lasciare infine il posto a una nuova generazione. Niente di sconvolgente.

IL CICLO ATTUALE

Stupitevi pure, ma questo, dal dopoguerra ad oggi, è il terzo periodo più lungo di espansione economica.

Dovete provare ad uscire dal nostro staterello e a pensare che, mentre qui si tira la cinghia, in molte parti del mondo si conosce oggi una ricchezza e un benessere mai visti prima… è la globalizzazione bellezza!

Ma quando gli altri inizieranno a scendere, noi che fine faremo?

Ma quando gli altri inizieranno a scendere, noi che fine faremo?

Il ciclo che stiamo vivendo, infatti, è iniziato nel 2008, ovvero subito dopo il culmine della crisi in Usa, e dura da 8 anni.

Ora che lo sapete potete iniziare a preoccuparvi, visto che vivete in un Paese che da 8 anni va in controtendenza.

Sì, iniziate pure a chiedervi cosa accadrà da noi quando il ciclo attuale si esaurirà. E guardate qui.

Ma quando si esaurirà? Può durare? Alla luce di quanto abbiamo scritto sino ad ora, non è possibile garantirlo, e tutto dipenderà dal fatto che le tre transizioni in corso procedano in modo graduale e ordinato o in modo disordinato ed esplosivo.

EVOLUZIONE DELLE TRE TRANSIZIONI

IPOTESI 1

Ecco perché americani e cinesi non si faranno la guerra...

Ecco perché americani e cinesi non si faranno la guerra…

Se andiamo a vedere la possibile evoluzione dei processi sopra citati possiamo supporre che:

  • la politica fiscale di Trump darà sostegno all’economia americana, ma in ogni caso, prima che diventi concreta, dovrà passare per il Congresso probabilmente verso metà anno per essere emanata a fine 2017
  • le banche centrali continueranno in gran parte lo stimolo monetario del Qe ancora per tutto l’anno, limitando così l’aumento dei rendimenti obbligazionari (leggasi titoli di Stato e inflazione)
  • Una guerra commerciale tra Cina e Usa in piena regola deve assolutamente essere evitata, perché non conviene a nessuno. Se questo sarà, allora lo yuan cinese si deprezza solo gradualmente di circa il 7-10% nel corso dei prossimi 12 mesi.

IL PIL MONDIALE E AMERICANO

Previsione del pil 2017 di Pimco: in azzurro i Paesi avanzati e in blu gli emergenti

Previsione del pil 2017 di Pimco: in azzurro i Paesi avanzati e in blu i Paesi emergenti

Se questi presupposti si realizzano, allora il Pil mondiale dovrebbe mantenere una crescita intorno al 2,5% con una modesta ripresa dell’inflazione nei Paesi avanzati e un riassorbimento di parte di quella eccessiva che ha colpito gli emergenti

Insomma si va verso un requilibrio. Negli Usa il Pil dovrebbe continuare a crescere a un ritmo costante, anche se inferiore allo strepitoso 3,2% lasciato da Obama.

I consumi, complice la bassa disoccupazione e il deciso incremento dei salari che, finalmente, si è visto nell’ultima parte dell’anno, dovrebbero salire, anche in considerazione delle aspettative generate nelle persone dalla promessa rivoluzione fiscale di Trump: ma vedrete che i laoratori resteranno delusi, mentre saranno i ricchi a gioire.

L’inflazione, in considerazione di tutto ciò, dovrebbe salire al di sopra del 2% che è l’obbiettivo della Fed: la Yellen sarà quindi praticamente obbligata a fare almeno altri due o tre aumenti dei tassi di riferimento per tenerla a bada.

Previsioni. Pil e inflazione dei principali Paesi

Previsioni. Pil e inflazione dei principali Paesi

UNIONE EUROPEA

Per quanto riguarda l’Europa, può essere plausibile una crescita tra 1 e 1,5% ma con alcune grandi incognite all’orizzonte:

  • si voterà in Francia, Germania e Olanda, con la situazione italiana che desta grande preoccupazione. I maggiori analisti infatti sono ormai pessimisti circa la capacità italiana di fare le riforme che servono al Paese.
  • L’inflazione resterà bassa e non superiore all’1% e anche se la Bce mantiene il Qe di San Mario Draghi, vedrete che, prima delle elezioni tedesche, inizieranno a discutere di un alleggerimento e forse dei tempi di uscita dallo stesso. Nessuno vuole rischiare che l’estrema destra faccia perdere le elezioni alla Merkel.
Dopo la Brexit? Inglesi in corsa in salita

Dopo la Brexit? Inglesi in corsa in salita

REGNO UNITO

In Inghilterra la crescita dovrebbe oscillare tra lo 0,75/ e 1,5%, ma tutto è condizionato dall’incertezza legata alla Brexit, che sta diventando un qualcosa di surreale, con esponenti di primo piano del governo May che dichiarano che probabilmente ci vorranno almeno 10 anni per portarla a termine e riscrivere tutti gli accordi.

Intanto la Boe (Banca d’Inghilterra) mantiene invarata la sua politica espansiva, iniziata all’indomani del referendum.

CINA

Il Cina la crescita rallenterà ancora intorno al +6% con i governanti cinesi che saranno molto interessati alla stabilità finanziaria. Quindi, a meno di cose grosse, la guerra con Trump sarà fatta di parole.

La svalutazione della moneta sarà possibilmente pilotata in modo graduale. I capitali continuano oggi a defluire dal Paese ma in maniera meno accentuata rispetto a qualche mese fa, mentre desta più di una preoccupazione la bolla del credito, dovuta ai prestiti facili delle banche ai cittadini e alle imprese.

Vi ricorda nulla…?

BRASILE E RUSSIA

Cominciamo a prepararci...

Cominciamo a prepararci…

Questi due colossi dai piedi d’argilla hanno vissuto negli ultimi tre anni una profonda recessione, dovuta anche al crollo delle quotazioni delle materie prime.

Il 2017 potrebbe segnare se non la fine almeno un allentamento della morsa della crisi, con un’inflazione che torna a scendere.

In Brasile molto dipenderà dalla politica, mentre in Russia i fattori che giocano sono legati alle quotazioni del gas e del petrolio e alla possibile fine, con Trump, delle sanzioni americane.

Ma questo, cari lettori, è solo uno degli scenari possibili.

In particolare ce n’è un secondo. Avete mai sentito parlare del cosidetto “cigno nero”?

[Massimo Scalas – continua]

[Fonti: Pimco Investiments, Forexlive.com, Nyse New York Stock Exchange]

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