23012017in evidenza:

wonderland italy. LA DISTRAZIONE DEL MESE

di Massimo Scalas
«Il voucher sarà abolito (punto). Come vuole la Camusso (punto)»
Pollaio Italia

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IN GIRO c’è gente strana. Gente che asserisce di governare un Paese, l’Italia, senza che per altro nessuno se ne accorga. Il dibattito surreale di inizio anno è quello sui voucher.

LA FINZIONE DEI GOVERNI CHE GOVERNANO

In questi giorni ci si accorge, come noi segnaliamo da quasi due anni, dell’esplosione dei voucher nel mondo del lavoro.

Benvenuti! È quindi partito il solito starnazzìo che serve solo a distrarre le persone.

Jobs Act, articolo 18, tempo determinato e no, voucher: tonnellate di parole al vento, di tempo perso, di discordie da vanesi, da popolo di commissari tecnici.

Tutta roba inutile spazzatura mentale, distrazione di massa, tutto pur di non volere ammettere e dire che, in un contesto di crisi perdurante dal 2008, tutte queste cose non servono a nulla: se non si agisce sui meccanismi che impediscono all’economia di ripartire, nulla può essere fatto per aumentare l’occupazione.

Il tasso di occupazione italiano è oggi al 57,3% ed è stabile, tra il 55 e il 58% da anni (punto).

VOUCHER UN FALSO PROBLEMA

Appare dunque assurdo addebitare a uno strumento, il voucher, le colpe di un mercato del lavoro che non riparte.

Il punto è che invece continuiamo a fare confusione tra, appunto, lo strumento utilizzato che di per sé (come tutti i costrutti umani è neutro) e il modo in cui viene utilizzato: male.

Guardate il Jobs Act, di per sé un provvedimento neutro, che, se affiancato da una decontribuzione strutturale per i soli neoassunti, avrebbe avuto un effetto duraturo e positivo; mentre invece ha avuto come conseguenza un bagno di sangue per le finanze pubbliche esaurendo il suo effetto nel giro di un anno.

Inps 2015: i maggiori utilizzatori dei voucher

Inps 2015: i maggiori utilizzatori dei voucher

Se andiamo a veder cosa è davvero un voucher vediamo che il limite di 7000 euro l’anno di utilizzo complessivo dovrebbe essere garanzia che esso non costituisce la principale modalità di impiego e di reddito delle persone.

Il contratto insito nel voucher definito “accessorio” ci dice che esso nasce non solo per dare un reddito ai disoccupati, ma anche un reddito aggiuntivo a chi già lavora, in maniera semplice e flessibile.

D’altro canto, in questo modo viene data la possibilità a imprese, ma anche a privati cittadini, di usufruire di prestazioni per periodi di tempo molto brevi, per i quali burocrazia e tasse ne impedirebbero di fatto l’espletamento se non ricorrendo a mano d’opera al nero.

Tutto ciò in teoria, ma siamo italiani.

MA POI CI SONO LE PERSONE

Infatti, come sempre in Italia, si scrivono leggi “bellissime”, ricche di buoni propositi, infarcite di paroloni roboanti. Poi però mancano i controlli.

Il legislatore fa finta di essere in Scandinavia, finge di avere a che fare con persone che si fermano alle strisce pedonali e quindi nulla impedisce di far lavorare la gente al nero oppure utilizzando i voucher in maniera impropria o tutte e due le cose.

Se ci pensate bene, con tutta la gente che viene tenuta a scaldare le sedie è ben strano, ma anche no, che manchi invece il personale che faccia i controlli sul territorio.

Italia 2017: un deserto lunare

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ESEMPI MACROSCOPICI DI ABUSO DEL VOUCHER

Ora che siamo freschi di panettoni e spumanti, abbiamo, se solo ci vogliamo riflettere, un esempio calzante dell’uso distorto del voucher.

Evito accuratamente di andare per negozi la domenica, perché mi sembra, ma è una mia opinione personale ovviamente, che ci siano modi migliori di passare una giornata che dovrebbe essere dedicata al riposo e alla famiglia.

E non ci vado perché non vedo gente felice alle casse dei supermercati nei giorni di festa. Vedo gente che vorrebbe stare a casa con i figli, come tutti, vedo gente consapevole che non sono lì di servizio per salvare vite umane come in ospedale o come in una caserma dei pompieri, ma solo per vendere cioccolatini e calzini in cambio di un voucher, non di un posto non dico a tempo indeterminato, ma nemmeno a termine, con un contrattino di un paio di mesi.

Abbiamo il potere di farli smettere

Abbiamo il potere di farli smettere

Sì, cari: sicuramente la grande distribuzione e no (i piccoli ne abusano quanto e più dei grandi) negherebbe l’evidenza, leggendo quanto scrivo, ma i dati Inps lo certificano.

Questo è un settore in cui si abusa, nell’indifferenza del legislatore, del voucher per coprire periodi di punta in mansioni che è impossibile considerare come accessorie.

Infatti si va a coprire, in questi casi, attività “core” ovvero fondamentali per il funzionamento del negozio, che opportunamente dovrebbero corrispondere a contratti a tempo determinato se non addirittura con il Jobs Act.

E vogliamo parlare della P.A. altrimenti detta pubblica amministrazione? Non vi sembra aberrante che i voucher siano qui utilizzati a man bassa per coprire mansioni esercitate abitualmente nell’espletamento delle funzioni proprie degli uffici pubblici?

Oppure vogliamo discutere di come molti Comuni italiani utilizzino i voucher per dare lavoretti a pioggia a qualche disoccupato o persona bisognosa? Vogliamo dire che questa non è politica sociale ma assistenzialismo travestito che spinge le persone a non cercarsi un lavoro vero perché comunque qualcosa, tramite i voucher, arriva?

E hanno pure bisogno di voucher...

E hanno pure bisogno di voucher…

E da ultimo, vogliamo ricordare il particolare non secondario, che Inps e Istat, quando redigono le statistiche su lavoro, considerano occupati tutti quelli che lavorano almeno 1 ora la settimana? Capite? 4 ore al mese 40 euro di media e sei un occupato!

Se pensiamo ai 150 milioni di voucher usati fino a dicembre, capite bene che i “trionfi” di Renzi in materia di occupazione puzzano assai.

CONCLUSIONE

Ora si dà il caso che in un Paese in cui la Cgil spadroneggia, imponendo ministri e disfacendo quel poco, pochissimo che Renzi ha fatto di buono (immagino che se ci sarà il referendum sul Jobs Act, una legge buona che però va affiancata da altri provvedimenti come la già citata decontribuzione strutturale sui neo assunti, anche questa, come la riforma costituzionale verrà disintegrata per fare spregio a Renzi), il voucher sarebbe, se usato bene e se meglio definito nel suo perimetro d’uso, un utile strumento di flessibilità e di lotta al lavoro nero.

Cosa si dovrebbe fare per renderlo tale? Basterebbe esaminare, come abbiamo fatto ora, i casi concreti di applicazione, correggendone le storture.

Da noi va bene l’ormone

Da noi va bene l’ormone

In pratica basterebbe fare un elenco puntuale dei casi in cui non si può utilizzare: per esempio basterebbe scrivere, in italiano semplice e leggibile, che non si possono usare per far lavorare la gente nei negozi a Natale o la domenica o comunque per punte di lavoro per le quali gli strumenti ci sono e vanno solo applicati.

Voi credete che nel Paese del tutto e subito per non avere niente mai, questo sia possibile? Credete che sia pensabile, nell’Italia della riforma costituzionale stracciata perché “era ridicola col senato dei nominati e la svolta autoritaria che ci fa schifo perché noi vogliamo tutto e subito hasta lavictoria siempre”?

No che non lo è. Quindi il voucher sarà abolito (punto). Come vuole la Camusso (punto).

[Massimo Scalas]

[Fonti: Inps, Pmi.it]

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