23012017in evidenza:

wonderland italy. E I TEDESCHI ALLORA?

di Massimo Scalas
«Se anche voi siete tra quelli che hanno bruciato 50.001 euro con le obbligazioni Mps, sapevate quello che stavate facendo, dunque che volete ora?»
Non sarà mica stata colpa delle banche?

Non sarà mica stata colpa delle banche?

NIENTE, non ce la posso fare, ci sono troppi Fubini in giro. Non riesco a tenerli tutti a bada.

QUEL CHE RESTA DELLA STAMPA

In questi giorni mi pare di essere tornato ragazzo, sono a casa dei miei, e come ai bei vecchi tempi, dormo, mi alzo, trovo brioche alla crema e the caldo.

Insieme, regolarmente mi ritrovo sul tavolo un ex giornale, il Corriere della Sera, che in questi giorni vive un conflitto interiore profondissimo. La lotta, che si combatte tra l’esigenza di dare qualche informazione corretta e il “tengo famiglia”, è all’ultimo sangue, con esiti spesso comici, in cui pezzi scritti correttamente ma titolati in modo assolutamente fuorviante rispetto alle intenzioni di chi scrive, si alternano a roba davvero imbarazzante. Oggi, visto che siamo rilassati, voglio proporvi alcune perle di giornata.

IL PATRIOTA FUBINI

Fubini, un uomo ma non un perché, nota firma economica del glorioso giornale, fatto a pezzi nella precedente gestione marcata Fiat/Della Valle, in fase di riorganizzazione da parte del nuovo padrone Cairo. Nell’editoriale di oggi il nostro parte a spron battuto, tanto per non lasciare dubbi su chi siano i cattivi e chi i buoni.

Fubini “il patrionta”

Fubini “il patrionta”

“Non ha creato sorpresa né fastidio nella Commissione Ue ieri l’ultimo intervento da Berlino sulle vicende del Monte dei Paschi. Un portavoce del ministero delle Finanze ha chiesto che da Bruxelles si controlli con attenzione «che le autorità italiane si attengano alle regole europee» nell’immettere capitale pubblico nella banca di Siena.

“Com’è noto infatti la «Bank Recovery and Resolution Directive» (Brrd) limita e vincola il ricorso agli aiuti di Stato negli istituti di credito con una severità che, in precedenza, non è stata praticata in nessuna delle decine di crisi bancarie in Paesi avanzati o emergenti nell’ultimo quarto di secolo”.

Eh già! Tanta severità (leggasi alla voce: le regole ci sono e si applicano) solo con noi italiani… Una cosa mai vista. Mai vista sopratutto perché chi aveva banche da salvare lo ha fatto per tempo, prima che entrassero in vigore le nuove norme.

Ma questo Fubini non lo dice.

IL CONFUSO FUBINI

Idee poche: le solite e confuse

Idee poche: le solite e confuse

Ma il nostro, come tutti i giornalisti del Corriere dei tempi moderni, pare essere vittima della sindrome del dottor Jekill e Mr. Hide e continua:

“Non ha creato fastidio a Bruxelles il richiamo di Berlino, perché la Commissione Ue ha individuato una clausola (la «ricapitalizzazione precauzionale») che evita molte delle conseguenze traumatiche previste dalla Brrd per i risparmiatori”.

E allora lo vedi Fubini che non ce l’hanno con noi?

CLASSIC FUBINI

Niente, come non detto, perché subito dopo il valente editorialista riattacca così:

“Resta però una tensione di fondo, che mette alla prova la tenuta politica dell’area euro. In Germania è sempre più radicata la diffidenza verso quella che è vista come la tendenza italiana a violare le regole. In Italia lo è altrettanto la percezione che la Germania usi quelle stesse regole in modo opportunistico.

“I responsabili tedeschi che nella prima metà del 2013 erano occupatissimi a immettere capitale pubblico nelle banche nel proprio Paese, senza un euro di sacrificio per i creditori e i risparmiatori, due mesi dopo avevano già cambiato atteggiamento.

“Messa in sicurezza senza strappi né colpi agli investitori l’ultima azienda finanziaria barcollante in Germania nel maggio 2013, dispiegando 238,9 miliardi fra il 2008 e il 2014 (secondo Eurostat), il governo di Berlino ha iniziato a predicare che i salvataggi pubblici europei avrebbero dovuto essere diversi.”

Come potete leggere, qui si rispolvera il gran classico intitolato “E i tedeschi allora?”, dove però il buon uomo omette alcuni insignificanti particolari, il primo dei quali, come già scritto su Linee in passato è che i tedeschi non hanno messo soldi ma garanzie, garanzie per 240 miliardi, mai realmente utilizzate.

Ciò che per gli altri è aritmetica, per noi è un complotto...

Ciò che per gli altri è aritmetica, per noi è un complotto…

Ora penso sia chiara a tutti la differenza che corre tra garantire per una persona (la famosa firmetta che il babbo mette in banca quando il figliuolo acquista casa se questi non ne può produrre di sue) e dare direttamente dei soldi. O no?

Per Fubini no. Il secondo insignificante particolare è che lo hanno fatto quando le regole lo permettevano. Il terzo è che le nuove regole le abbiamo volute e votate anche noi italiani in modo praticamente unanime.

Il quarto e ultimo è che, comunque e in ogni caso, i tedeschi hanno i soldi per salvare tutte le loro banche noi siamo con le pezze al culo.

Perché, cari lettori, è inutile, anche se Deutsche Bank dovesse saltare in aria, anche se i tedeschi dovessero essere costretti a salvarla… il giorno dopo noi avremmo comunque i soliti problemi ulteriormente aggravati. Perché in economia mal comune non fa mai mezzo gaudio: in economia, mal comune vuol sempre dire problemi al cubo.

FUBINI NON MOLLA

Ma che lo dico a fare? Fubini procede imperterrito, senza che ci sia un caporedattore, uno stagista dalla Bocconi che lo metta sull’avviso:

“Nel maggio 2013 parte il salvataggio (con piena tutela dei creditori) nell’ultima banca tedesca in crisi, Hsh. Nel luglio di quell’anno la Commissione Ue pubblica all’improvviso la «comunicazione» che, di fatto, cambia in modo retroattivo la natura delle obbligazioni già vendute al pubblico e agli investitori”.

Angela Merkel

Angela Merkel

Ecco la doppietta che mancava, “ e i tedeschi allora” che si salda con un “oscuro complotto” ai nostri danni, fatta di retroattività a nazione.

I tedeschi si salvano e noi lo prendiamo in tasca. Con un bel tocco di genio per dare ad intendere che le obbligazioni, come in un romanzo kafkiano si sono mutate in qualcosa di orribile.

Ovviamente niente di tutto questo è avvenuto, le obbligazioni sono sempre le stesse, ma è cambiato il modo in cui si intende procedere in caso di insolvenze bancarie.

Del resto, Fubini ingnora un altro particolare fondamentale, oltre al fatto che la direttiva Brrd è entrata in vigore dopo un travaglio durato anni (c’era tutto il tempo di intervenire prima), che la norma di fronte ai 5600 e passa miliardi di obbligazioni in giro per l’Europa non poteva che essere retroattiva, a meno che non si volesse aspettare una cinquantina d’anni prima di renderla operativa.

MORALE FUBINESCA

“È corretto che i creditori si facciano carico di parte delle perdite di una banca che va salvata con risorse dei contribuenti. Ma questo può valere solo per obbligazioni emesse dopo che le nuove regole siano entrate in vigore, in modo che chi le compra conosca e accetti i rischi”.

Bene, non trovate che manchi qualcosa? Manca una domanda: perché mai dobbiamo strapparci le vesti per persone che affidano ad una banca i loro risparmi senza aver letto il Mifid, mettendo una firma sul contratto senza studiarselo chiedendo magari a un professionista terzo di spiegarglielo? Perché dobbiamo pagare 200 euro a testa neonati compresi per salvare la banca del Pd?

IL PADOAN CHE T’ASPETTI

Il ministro Padoan

Il Ministro Padoan

Chiudiamo con questa perla estrapolata da un intervista di Padoan a Repubblica, che ci spiega quali sono i criteri per capire se un risparmiatore è stato truffato da Mps, se cioè è stato indotto a fare un investimento senza avere consapevolezza dei rischi, oppure se era consapevole di quello che faceva:

«Altre emissioni disponibili anche al retail hanno tagli minimi intorno ai 50mila euro, che indicano implicitamente che l’acquirente è un soggetto che sa quello che fa. Per i casi specifici di chi ritiene di avere subito un torto ricordo che esiste il ricorso alla giustizia ordinaria»

Avete capito? Se anche voi siete tra quelli che hanno bruciato 50.001 euro con le obbligazioni Mps, sapevate quello che stavate facendo, dunque che volete ora?

[Massimo Scalas]

[Fonti: Corriere della Sera del 29 dicembre, Repubblica]

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