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lingottino & sosta. UNA CITTÀ OSTAGGIO DI ALFIO FEDI E PISTOIAMBIENTE?

di LORENZO CRISTOFANI
Una vicenda su cui, escluso il “caudillo” della discarica del Cassero, regna un inspiegabile mix di confusione e omertà: dal Comune a Stefano Morandi e Massimo Baldi

Questione parcheggio Lingottino [La Nazione 5.1.2017]

Chiusura e polemiche sul parcheggio Lingottino [La Nazione – 5.1.2017]

PISTOIA. Su La Nazione di ieri, 5 gennaio, la collega Monti ci narra dell’allegro ricatto del signor Alfio Fedi, il presidente di PistoiAmbiente, la società di gestione della discarica del Cassero, quella che ogni tanto prende fuoco, ma proprietaria anche del fabbricato ex-Salvestrini alla Barriera, fino a poco tempo fa sede del parcheggio “Lingottino”.

Dietro versamento di un canone, il parcheggio era gestito da un’altra società, la “Pistoia Parcheggi”, che faceva capo al Copit; nel 2012, in Consiglio Comunale, la questione Lingottino già iniziava a bollire, per così dire: rileggere qui i vari passaggi (dove emergono anche interessanti dati economici sull’attività).

In sostanza Alfio Fedi, noto alle cronache toscane per la strenua determinazione di impedire qualunque tipo di accesso alla discarica di rifiuti speciali – cosa mai avrà da nascondere? – a chicchessia, parla chiaro: se mi fate attuare il piano di trasformazione dell’immobile, con negozi e uffici, nel mentre vi ci lascio il parcheggio, se no fottetevi, ve lo chiudo. Agile, in scioltezza atarassica (cit.).

Senza ombra di dubbio sarebbe opportuno che il presidente di PistoiAmbiente pensasse principalmente alla conclamata incapacità gestionale della “sua” discarica, dimostrata in occasione dell’incendio dell’estate scorsa dall’assenza di un efficace piano di sicurezza conforme al decreto legislativo 626 (relativo appunto ai casi di incendio).

Ma visto che proprio si diverte a litigare, come all’Asilo Mariuccia, con il Comune di Pistoia, andando addirittura dal Tar e bloccando contemporaneamente una città intera con i suoi capricci, proviamo a ripercorrere a voce alta la faccenda, su cui tutti gli altri interessati hanno finora tenuto un bassissimo profilo, con tutti i suoi punti oscuri e ponendo qualche domanda.

Alfio Fedi e il Cassero

Alfio Fedi e il Cassero

Volendo sintetizzare, PistoiAmbiente, proposto un piano di conversione dell’immobile, con generico mantenimento  di posti auto, si sarebbe rivolta al Tar a causa del silenzio di Palazzo di Giano.

Gli strumenti urbanistici, cioè le regole, sono chiare: quella struttura è destinata a parcheggio; presumibilmente il Comune ha ritenuto irricevibile in quanto fuori da ogni logica la proposta e per questo non ha risposto.

Del resto in questo Paese ognuno se la racconta come vuole, una scusa o una giustificazione per tutto si trova sempre e quindi anche l’istanza di trasformazione del Lingottino viene evidentemente percepita come più che legittima.

In tutto questo lungo marasma Stefano Morandi è rimasto zitto e muto: gli hanno, come noto, tagliato la lingua e se proprio deve parlare, non lo fa certo per l’interesse dei commercianti del centro. Al limite scende in campo per i dibattiti (va be’) su “Pistoia Capitale della Cultura 2017” o per tirare la volata a qualche azienda napoletana (mettendo a disposizione la sede della Confcommercio). Perché non tentare una mediazione e spendere altrettanto impegno anche per il Lingottino e, a cascata, per gli interessi delle attività commerciali del centro?

Stefano Morandi

Stefano Morandi

Ma un fatto nuovo e curioso è il cazziatone di Alfio Fedi all’amministrazione («mi pare una gran fesseria»), che, a suo dire, riterrebbe il Lingottino «edificio ottocentesco e quindi di pregio».

Perché il Sindaco non spiega apertamente come stanno le cose, facendo venire fuori tutto ciò che è opportuno rendere pubblico, anziché usare le laconiche raccomandazioni con l’unico effetto di lasciare senza una struttura strategica per la sosta nella capitale della cultura?

C’è poi l’incontenibile e garrulo Massimo Baldi, che intervenne sul Lingottino, naturalmente e more solito a sproposito: ci può dire finalmente quali interessi, indiretti, diretti o generali, ha e aveva per occuparsi di una questione evidentemente così importante da meritare l’intervento di un consigliere regionale?

Nel frattempo il campione della trasparenza Alfio Fedi, tra una giornalata e l’altra, veda di far entrare alla discarica chi ne fa richiesta e magari provi a conciliare le beghe del Lingottino in casa propria: nel Partito Democratico di Pistoia; dove l’Assessore Regionale all’ambiente Fratoni, il Sindaco Bertinelli e tutti i politici del caso potranno mediare e far convergere su una soluzione utile per tutti, dal parcheggio alla terra dei fuochi del Montalbano.

[Lorenzo Cristofani]

Un po’ di letteratura sulle gite organizzate da PistoiAmbiente
e sulle relative problematiche di trasparenza:

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2 Risposte to "lingottino & sosta. UNA CITTÀ OSTAGGIO DI ALFIO FEDI E PISTOIAMBIENTE?"

  1. piero scrive:

    Quasi sicuramente, già una volta avevo già affrontato la questione (senza comunque avere riscontri), ed allora insisto.
    Alfio Fedi, politicamente parlando, è un personaggio risalente al paleolitico inferiore. Per tanto tempo ho creduto che si fosse naturalmente estinto, come tutto il resto di quel mondo, fino a che non lo ho rivisto tornare agli onori(?!) della cronaca in occasione della vicenda che ha riguardato il Cassero.
    Adesso, il bravissimo Lorenzo ci fa edotti di tutta un’altra serie di particolari, dai quali si evidenzia il potere sempre vitalissimo e per niente appannato di Alfio Fedi (tra l’altro, lui che proviene dal veterocomunismo brezneviano, riciclatosi benissimo in questa nuova società, diciamo così, liquida).
    Ma, se Alfio Fedi, in spregio alle leggi del tempo, è giunto a questo punto, non può averlo fatto da solo. Evidentemente nuota in una acqua fatta di complicità, connivenze, debolezze altrui, che hanno consentito ciò. Sarebbe interessante capire sul serio, con nomi e cognomi dei complici, perché, oggi, epifania 2017, siamo a questo punto (e per quanto ancora, semmai, dovrà durare il presente andazzo).
    Piero

  2. emanuela scrive:

    L”unico appunto è che il D.Lgs 626 è abrogato dal D.Lgs 81/08 poi Fedi, Bertinelli e Baldi citati nell’articolo sono inadeguati per i ruoli che svolgono!

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