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dissuasori di velocità. ANCHE I PISTOIESI FANNO LE “BARRICATE”

di lorenzo zuppini
«Ricordate i centocinquantamila euro spesi dal Comune di Pistoia per far installare i quarantadue nuovi dissuasori di velocità? La chiamammo, nel silenzio generale che rimbombava nelle orecchie dei pistoiesi, “la nuova imposta”»
Uno dei nuovi dissuasori di velocità sulla montalese.

Pistoia. Uno dei dissuasori di velocità sulla montalese

PISTOIA. Anche a Pistoia i cittadini si sono organizzati spontaneamente per opporsi all’ingerenza dello Stato, ai suoi atti di forza che non possono essere contestati ma boicottati.

Ricorda l’atto eroico dei cittadini di Gorino, i quali si opposero con la forza all’arrivo degli ennesimi clandestini nel loro piccolo paese, tirando su vere e proprie barricate e inviando al Renzi un messaggio chiaro: né tu, né loro siete qui i benvenuti.

Ricordate i centocinquantamila euro spesi dal Comune di Pistoia per far installare i quarantadue nuovi dissuasori di velocità? La chiamammo, nel silenzio generale che rimbombava nelle orecchie dei pistoiesi, “la nuova imposta”. E di nuova tassa, se ci pensate bene, si tratta.

Le barricate che figurativamente abbiamo alzato si sono tradotte nel colorare gli occhi di quelle infernali macchinette così da renderle inutilizzabili.

Chi sarà stato? Probabilmente qualcuno che, a modo suo, ha deciso di evadere le imposte per puro spirito di sopravvivenza, un po’ alla Sgarbi. Perché, e sfidiamo chiunque a sostenere il contrario, mettere in una città piccola come Pistoia quarantadue nuovi dissuasori di velocità, equivale a mantenere l’imposizione fiscale sulle aziende oltre il sessanta per cento, proprio come avviene oggi.

Un imprenditore che per tenere la saracinesca aperta, per non licenziare i propri dipendenti, per non svendere la propria attività, che insomma per sopravvivere, evade il fisco, voi sareste pronti a lapidarlo? Noi no, perché siamo prima di tutto realisti. Moralisti, mai.

Un nuovo dissuasore di velocità a capostrada.

Pistoia. Un dissuasore di velocità a Capostrada

Ma nel caso delle imposte altissime notiamo quantomeno una coerenza del nostro aguzzino: lo Stato mena fendenti contro chi tenta di fregarlo.

Nel caso invece dei dissuasori di velocità resi inutilizzabili salta all’occhio la sciatteria più completa.

Sono settimane che li vediamo in quelle condizioni, dunque rovinati. E, pur non dispiacendocene, non capiamo come mai il caro Sindaco non abbia preso provvedimenti al riguardo per imporre la propria autorità e punendo i trasgressori.

Il problema non riguarda la spesa sostenuta per la loro installazione, poiché i soldi devono essere spesi ed utilizzati. Insomma, vi pare bella Roma con i quindicimila euro di addobbi “raggiani” che sfigurerebbero anche nelle baraccopoli del terzo mondo? A noi fa pena.

La questione incresciosa riguarda le mani bucate dell’amministrazione comunale che investe cifre consistenti senza assicurarsi che, poi, tale investimento frutti almeno qualcosa.

Come disse Milton Friedman in un’intervista al Corriere nel ’94 “In certe situazioni un evasore è un patriota”. E, aggiungiamo noi, chi si fa fregare è un bischero.

[Lorenzo Zuppini]

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Una risposta to "dissuasori di velocità. ANCHE I PISTOIESI FANNO LE “BARRICATE”"

  1. Massimo Scalas scrive:

    Bravo lorenzo, mi ero ripromesso da tempo di scrivere qualcosa sull’argomeno ma mi hai anticipato. In realtà la mia visione delle cose al riguardo è un tantino diversa dalla tua. Io sono invece favorevole, in un paese dove la gente viene arrotata sulle strisce perdonali, ovvero in un paese incivile…sono favorevole a tutto ciò che è utile a ricondurre chi circola per strada a più miti consigli. Il problema è che questi dissuasori sono fuori legge, per alcuni motivi fondamentali che elenco:
    – non è stata posta, così come prevede la legge, alcun avviso segnaletico circa la presenza di detti dissuasori, Nessun cartello di controllo elettronico della velocità
    – molti di questi sono posti direttamete sulla carreggiata e costituiscono un pericolo per chi circola
    – molti sono arbitrariamente abbinati a limiti ridicoli di 30 km/h, su strade, che come quella che da Capostrada porta a San Felice sono strade che non possono essere certo definite interquartiere e lì ce ne sono, in un tratto di 1 km se non sbaglio almeno 5, con la gente che secondo il Sindaco dovrebbe andare a 30 senza che questa sia configurata come una zona 30. perchè le zone trenta prevedono spcifiche modifiche di carreggiata per poter essere definite tali e munite di relativo limite. Lo stesso accade in Via Antonelli e in via vecchia Pratese, con i “barattoloni” messi sulla carreggiata e le auto parcheggiate prima e dopo, in modo tale che non solo non sono segnalati dai cartelli obbligatori, ma non sono nemmeno visibili.

    Insomma una vaccata fatta coi soldi nostri, dove tali dispositivi sono posti con una logica che sfugge e comunque non nelle zone dove più spesso si verificano incidenti, senza rispettare le leggi vigenti e quindi è chiaro che le multe date da autovelox posti dentro i dissuasori sono tutte nulle e da impugnare. Il fatto poi che da mesi molti di questi aggeggi siano inutili perchè oscurati da spray e disegni, senza che nessuno dal Comune si degni di intervenire per farli ripulire, la dice lunga di come il Sindaco sia del tutto indifferente ai soldi dei contribuenti: bisognerebbe citarlo per danno erariale altro che!
    Massimo Scalas

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